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Natura 1 aprile 2013 · lettura 4 min · 1760 letture

Ode alla Vita di Primavera

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Canta da’i campi ‘l murmure del pio ruscel che scorre, fischia in sul ciel la rondine ai rialzi d’una torre; e i balestrucci danzano tra ‘l vento e ‘l fresco umor. Soffia da terra l’istrice... un roseo pesco in fiore, e i beccaccin si posano su’i sterpi delle more; e da lontan la fragola rosseggia come un cor. Lieti gli stormi volano baciando i bianchi cieli, sono gli erranti passeri che i nidi fan su’i meli; ed i salmoni sguazzano tra’i fiumi e tra’i ruscel. Van le cicogne reduci dal lor viaggiar lontano sovra le foglie timide del verde e quieto grano; e le cornacchie scoprono de’i semi ‘l terreo avel. Si desta l’alta radica del pioppo vispo e sveglio, le querce allor germogliano tra’l ciel ch’è come un speglio; e tra costor il calice fiammeggiasi del Sol. Sboccia gentil la primula in sul mirar de’i fuchi, dell’alvear tra’i cespiti ronzano i mille buchi; e ‘l calabron famelico ai fior si slancia in vol. Stan le camelie pallide all’ombre delle rose, grida e festeggia ‘l nespolo le molli e pie mimose; e i ciclamini bevono l’acque che stilla ‘l ciel. Nasce la viola serica nel dolce e bel giardino, la margherita soffice attende ‘l suo cammino; ed i mughetti tingonsi come d’un nembo ‘l vel. Slancia l’essenza ‘l glicine all’aura fresca e molle, sento la florea formula che s’alza verso un colle; ed è un profumo flebile che inghiotte ‘l mio pensier. Scorgo l’odor dell’anice che bacia pur la menta, il gelsomino ‘l debile olfatto allor mi tenta; ed i ciliegi infiorano i passi miei e i sentier. Sull’alte rive crescono i rovi e i gaudi gelsi, crescon le belle mammole che gli occhi hanno eccelsi; e sul terren sì fragile il fungo va a frinir. Sotto la quercia florida striscia la serpe antica, ansie le lepri corrono ai campi; ed una spica brilla tra’l fieno incolume dall’ultimo soffrir. Da un ramo in fior le mantidi sfregan la man che piange, odo la prece nubile che s’alza e che pur m’ange; e in sullo stel de’i cantici la Vita va a sognar. S’odon sul ciel, su’i nuvoli le pie cantar colombe, è un casto carme tantrico che grida e che soccombe; e la Natura svegliasi... va l’erbe ad infiorar. Scorron le rogge limpide che gustan l’onde arzille, le fresche nubi specchiano gli stormi; e sono mille i neri merli... e brividi s’accrescono ancor più. Le vecchie nevi sciolgonsi dappresso gl’aspri fanghi, pe’i boschi in fiore sorgono i dolci mirti e i manghi; e l’aure fresche esultano al verno che già fu. Sta la campagna immobile ridendo ai nembi etesi, i glauchi istanti vengono de’i caldi e lieti mesi; e allor i bei papaveri sorgono lieti al Sol. Nascono i crochi fulgidi e gl’iris biondi e viola, van i narcisi docili sul sen d’una figliuola; e i tulipani pronubi si slanciano dal suol. Ride l’augel che sibila sul fior dell’erba agreste, qui l’orizzonte libero dell’Alpi allor si veste; e le cascine dormono in lieto e pio sopor. Quest’è la Vera! Immagine santa del ciel sereno, e la campagna vivida in Vita cangia ‘l fieno; e questo floreo attimo si copre sol d’Amor.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Francesco Rossi1 aprile 2013

Un fluire di sensazioni scorrevoli espresse in versi sciolti. Il poeta manifesta apertamente un grade spirito di osservazione e quindi sciorina a rurro campo il verseggiare senza staccarsi dal motivo conduttore della poesia. Non sono daccordo con chi esprime pareri riguardo alla lunghezza quando il fluire è altamenre armonico e privo di ripetizioni. Io invito i lettori a leggere questa stupenda e fine poesia.