332 lettori online · 355.525 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale michelangelolarocca.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Dialettali
Dialettali 1 aprile 2013 · lettura 2 min · 2647 letture

A cucina da nonna

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
+ Segui
Ricordu comu fussi ancora ora u furnu a ligna chi c’era fora. A nonna u famiava cu la ddisa e li scorci di la mennula muddrisa. Quannu si sfurnava u pani callu nun vidia l’ura di mangiallu. Na picca di sali e d’origanu profumatu, na sbrizza d’ogliu e un pani era cunzatu! Siddru sfurnava i cuddriruna u iaru acchianava nacpu la luna. Intra la pasta nun mancava nenti: zarchi sarbagi, cipuddra, patati ogliu, pumadoru e sardi salati. C’eranu tanti autri cosi beddri: pani ammugliatu, maccu cu i cavateddri, ulive a passuluni e chiddre scacciate: nun puo’ capiri cu nun l’ha pruvate! Nun c’è chiù u mangiari di na vota e la povira nonna na tomba si rivota! Lu sa nonnarè, sai chi ti dicu? Su un jornu nni videmu cu San Petru mparadisu cucini comu quannu era nicu? Traduzione La cucina della nonna Ricordo come fosse ancora ora il forno a legna che c’era in campagna. La nonna lo scaldava con la disa e le bucce della mandorla tenera. Quando si sfornava il pane caldo non vedevo l’ora di mangiarlo! Un pochino di sale, e d’origano profumato, una goccia d’olio e il pane era condito! Se sfornava i calzoni il profumo arriva fin sulla luna. Dentro la pasta non mancava niente: costine selvagge, cipolla, patate olio, pomodoro e sarde salate. C’erano tante Altre cose buone: il pane imbevuto la purea di fave con i cavatelli, olive nere e quelle schiacciate: non può capire chi non le ha provate. Non c’è più il mangiare d’una volta e la povera nonna nella tomba si rivolta. Lo sai nonna, sai che ti dico? Se un giorno ci vediamo con San Pietro in Paradiso cucini come quando ero piccolo?
♥ 2 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Il poeta va indietro con la memoria e ricorda con grande nostalgia la nonna, le sue magiche ricette ed i sapori di quelle pietanze semplici e genuine. Man mano che scorrono questi versi la nostalgia per il tempo andato sempre avere il sopravvento!26 febbraio 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Sempre bello leggerti Mick, buona serata (Silvia De Angelis)

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Melina Licata2 aprile 2013

Leggere questi versi è come fare un tuffo nel passato ... il ricordo dei sapori antichi è quel filo sottile che lega l'anima alla propria terra ed a quell'infanzia vissuta nelle tradizioni di un focolare domestico che emoziona ancora coi ricordi l'autore ... Molto piaciuta ed apprezzata... infiocchetto!

Sara Acireale1 marzo 2015

E mi ricordo ancora il tempo felice della mia infanzia, quando ancora non c'era la nutella, le merendine e le patatine che tanto piacciono ai bambini di oggi ma che fanno male. Ricordo quando mia mamma e mia nonna preparavano il pane a casa e poi lo infornavano. Se chiudo gli occhi mi pare di sentire ancora l'odore del pane appena sfornato, il sapore delizioso del condimento costituito da olio d'oliva, sale e origano. Era una prelibatezza, come tutta la cucina della mia nonna. Ricordo ancora le fritelle nei giorni di festa, la gallina ripiena e tante altre pietanze buone e genuine.

Silvia De Angelis28 settembre 2022

Ricordi speciali, molto affettivi dell’infanzia, che hanno lasciato un ricordo indelebile nel profondo. Un piacevolissimo vernacolo, molto apprezzato.