Non riuscire a credere
Seguo praterie sinaptiche
Discorsi logici
Un demiurgo mi dice “basta,
credi”
l’idea del divino abbandona
il mondo mistico
si ciba di ragione
nel mondo infimo
mi abbandono al bianco
anteposto al rosso
al giallo
al blu
al nero triste
nella mia testa dissonanti orchestre
si contendono la piazza
ma ecco
una su tutte si alza
melodia lugubre
mi riporta al dolore
a ciò che puoi calpestare
a carbonio e acqua
a fiumi di sangue
e affluenti d’odio, di gelosia, di vendetta e avarizia
abbandono il giardino
e l’albero di mele
urla e bestemmie in statale
Dio mi ha già abbandonato?
La santa vergine Maria non allieta più il mio palato
Ma aspartame,
naturalmente chimico
Sorrido triste
Ai liberi meccanismi
Del mio subconscio
Osservo quelli nella canna del mio esecutore
Così uguali noi due
Aspettiamo la scintilla che illumini entrambi
Sentenzio ipotesi
e da lui aspetto risposte
Risponde “click”
E finalmente capisco tutto
Scintilla nell'uno e nell'altro
Mi congiungo al demiurgo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!