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Impressioni 3 aprile 2013 · lettura 1 min · 3966 letture

Nel cassetto dei ricordi

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Schiacciato da sacrifici bruciati dai pentimenti per innocenze svagate. Penitente d’una verità invecchiata. Corona del pentimento mai piegata alla volontà di chi dispensa perdono. Battona di un gioco d’amore dove i sensi tesi al par dei venti corde tese appaiono. Vene gonfie di desiderio inzuppato dell’umore che sgorga dalla fonte della vita. E, distese schiume sciabordano sulle labbra. Anime libere. Impenitenti. Sempre. A prescindere dalle circostanze.
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Impressioni del confessionale viste da una angolazione particolare inserita nel contesto dei giorni dell’adolescenza dove le sublimi scoperte avvenivano sotto porticati o cantine stipate da cianfrusaglie. Il tutto in un gioco innoccente teso alla naturale scoperta delle sensazioni che il nostro corpo ci offriva. Nel confessionale questo era visto come un peccato di lussuria, una fornicazione. Il tempo poi ha impresso i suoi ritmi e abbandonato l’inginocchiatoio il rapporto diretto con la fonte divina in posizione eretta si può trovare immersi nella natura gustandone i meravigliosi amplessi.

L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (3)

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Ugo Mastrogiovanni3 aprile 2013

Un sofferto bagaglio di impegno esistenziale trasferito con notevole pregevolezza in versi assistiti da un elegante e consapevole esposizione lirica.

Lorenzo Crocetti3 aprile 2013

Una poesia sublime. Don Abbondio però direbbe: "Casetto, casetto, cosa è mai costui? Cosa sarà mai rinchiuso nel "casetto", casomai esso sia un contenitore? Speriamo che l'anonimo controllore( o controllatrice!) non trovi nel buio del cassetto oscure trame mirate contro chi e contro cosa, altrimenti, cara autrice, per conto di uno solo (o una sola) sei perduta! Con tale controllore (o controllatrice) sicuramente la prima a non salvarsi sarà l'ironia, perché a lui (a lei) è estranea, e l'ironia è compresa solo da chi è intelligente. Gli altri suoi colleghi faranno finta di non essersi accorti e in tale ignavia nessuno ti darà una mano." Queste sono parole di don Abbondio, e non certo mie, che posso fare più poco o niente...

rita iacobone4 aprile 2013

Cosa saremmo senza i ricordi, soprattutto quelli giovanili, azioni, momenti giusti e sbagliati ma necessari per darci quel sostegno morale che tanto aiuta a vivere.