Vento e passi
Mr Taarces Caifmonac
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Scorgo nell'oceano dei miei occhi
un grande oceano senza fine,
esaminando di rimando sul mio viso
il racconto di una vita,
istante dopo instante inciso,
attraverso tatuaggi e primitivi affreschi...
Questo volto, così giovane e liscio,
a me rivolto arride mentr'io patisco,
e mi presenta quel suo mondo a specchio,
mentr'io mi cruccio del mio, opaco e vecchio...
Ho odiato quel me stesso eterno e forte.
Ho seppellito ogni desìo.
Ho ordito un gioco tetro ostile al mondo,
chiudendomi per sempre,
chiuso dentro una prigion di vetro.
Non mi resta niente più,
niente più che vento e passi,
passi svelti e desolate strade,
lande stanche e consumate,
dormienti sotto fredde coperte incementate.
Oh, vedi lì nel buio della notte
l'ombra che ricopre un campanile?
Risalta tra le ombre circostanti.
Risalta in mezzo a tutto quell'oscur porcile.
©
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Mr Taarces Caifmonac
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