Il difetto

Ho chiesto una voce
al vento
e luce al sole nel mattino
e piano,
nel silenzio
piegato è il foglio,
e nel vuoto, sillabe di vita
metastasi
di dolore.
Se tu ora leggi
le mie lacrime, le proibite
è perché ho creduto, e ho visto
nelle parole
le semplici parole,
l'immenso potere di vivere
oltre me stesso,
oltre lo spazio di un foglio o di una mente,
oltre il buio che verrà
oltre ti dico,
perche la morte non scrive,
non legge
ha solo il difetto
di chi mai, mai ha imparato.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli8 aprile 2013
Una riflessione molto profonda " Perché la morte non scrive non legge ha solo il difetto di chi mai, mai ha imparato " Si può essere morti anche da vivi, senza quell'apertura al nuovo al mettersi sempre in discussione al cercare oltre ciò che siamo, accogliere anche il diverso e crescere, andare avanti ... Versi che mi hanno condotto a questa riflessione molto bella e condivisa
