Nostra la primavera
Angela Fragiacomo
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Sì amore – scrivo
amore – dici – non mi meritano
i loro affanni
non le foglie caduche;
troppi gli stami
affrancati dal gelo,
stagione di pruni e ciliegie
ove intrecciare gerle;
vedi amore – non mi sporgo:
irto il ginepraio
al declivio di questa valle.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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omissam8 aprile 2013
poetessa sublime... dal tocco leggero, vellutato... anche in questi versi, scarni ed efficaci... altra grande prova--
Paola Galli9 aprile 2013
una voglia di primavera, che tolga un po' di gelo, di affanni, di grigio, riporti odor di ciliegi, un profumo d'aria fresca, lontano da tormente invernali! molto bella!


