''Giochi proibiti''
Flavio Uldanc
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Vorrei assaporare la tua carne
fino in fondo al tuo bel foro
e far festa a quei tesori riscoperti
sul tuo esperto corpo,
signora dannata e maliziosa,
con brama e sfrontatezza
vorrei proprio, tra quelle fessure
vinto e sbuffante poi appagarmi
Innalzare fino al cielo io desidero,
il mio fiero orgoglio,
tra le cosce tue che di puro e casto
niente hanno e niente fanno immaginar,
star lì per un'infinita e vaga notte
a rotolar per la tua alcova seducente
e sino ai piedi così belli e lisci,
cimentarmi a lavorar di fantasia
su ogni tuo centimetro allettante
Nella tua bocca, graziosamente,
voglio goder dell'inventiva
di quei proibiti giochi,
come un vecchio e scaltro amante
star lì a sfregar sapiente la mia lingua
cento e cento volte ancora
contro i tuoi rigidi ed eccitati seni,
fin quando sazie le mie voglie
non riconoscano al tuo ventre
lussuria e sublime vanità
Ecco perchè, elegante e voluttuosa
io così t'adoro,
senza pudore alcuno,
perché sai amarmi e tirar fuori
quel che all'altre donne solitamente nego,
spirito perverso ed irrequieto
e di quegli amorosi slanci
come una custode di segreti
adesso io Regina ti consacro!
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
Commenti (1)
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rita damonte9 aprile 2013
non si può far commenti a questa bella poesia... carica di intenso eros ... ti lascia stupefatto dalla bravura poetica dell'autore.

