Le tue trecce rosse
Saverio Chiti
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Mi ricordo di te
quell’amorevole fanciulla, di cui m’innamorai...
eri solare nella tua semplice bellezza
felice con le tue trecce rosse con cui ti mostravi a me
sapendo di piacere
eri sentimento che in me pian piano si faceva breccia
quell’infatuazione che mi estasiava sino al cuore
candida pelle che accarezzavo e che s’avvolgeva
di passione nella luce rosea dell’amore
e che proteggevo così come con l’albero, fa la sua corteccia
eravamo teneri bimbi ancor fanciulli, io e te
che si scambiavano promesse...
vedrai, sarai la mia regina ed io il tuo re
parole su parole, ogni giorno sempre le stesse
cui non ho saputo mantener fede
anche se ancor oggi quando ti scorgo
è l’amor che il cuor mio vede
vorrei poter a ritroso far passare i giorni
e non sbagliare più il mio cammino
vorrei poter inchinarmi a te questa volta con ardore
mettere da parte quel fuoco acceso sol da un acciarino
e bruciare nel desiderio d’amore
che ti negai
ma adesso... più non posso
quel cuore a te promesso, è di un’altra
io vivo in questa vita di speranze dove non tutto è sbagliato
eppur rammento ancora le tue trecce rosse
anche se adesso son nitide icone del passato
e le immagini di te in cuor mio, le ho rimosse.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Francesco Rossi17 aprile 2013
Rimosse le immagini ma non il sentimento e nella poesia emerge questo sentimento nel ricordo vivo che non abbandona. Tutto questo nell'ottica poetica quinsi un chiaro riferimento alla impersonalità stessa della poesia che apre le porte della comprensione al lettore. La poetica è sublimata da una esposizione curata.

