"Uomo di Mandan"
Stefano Drakul Canepa
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uomo di Mandan
la terra ti nasconde
fra i neri frutti (D)
La terra avrà ancora i suoi colori
ed io resterò qui a respirare vento
finché il volto amaro dei miei sogni
non muterà le nuvole in disgrazia
Saranno i suoni della sera antica
che mi ha visto tante volte in volo
dalle rive del fiume a mezza luce
rinnegare e poi chiedere perdono
Il cielo avrà ancora i suoi dolori
e nulla muterà nelle distanze,
le parole sono incise sulla roccia
ogni cosa che nel lago non ha traccia
Io resterò per i miei anni amari
a far da seme attraverso frutti neri,
veleno forte nelle notti abbandonate
che tremano la luna nel silenzio
La terra avrà ancora foglie morte
perdute sul tessuto dei suoi giorni .
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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EnzoL10 aprile 2013
Se non erro i Mandan erano un popolo di pellerossa (in qualche modo legati ai celti) mi piace questa dedica che fa di quest'uomo di Mandan, il segno della terra e del tempo e del ciclo che innarrestabile e neutro, continua . sempre grande penna
Garbofania12 aprile 2013
La caparbietà,il coraggio della difesa strenua delle proprie origini, tradizioni e della Madre Terra. Il non piegarsi a chi voglia livellare e usurpare. Dignità e fierezza. Uomini come alberi perenni, senza un costo. Ma anche tanata malinconia di qualcosa che inevitabilmente sia cambiato, spento, mutato.


