''Io e te, cuori perduti''
Flavio Uldanc
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Quel che dicon le parole
sono vane e inafferrabili visioni
sbiadite immagini negli occhi,
e quel che il cielo piange,
non son brillanti schegge del mattino
ma gocce di tristezza
come lacrime di Sole
Quel che siamo
Io e Te,
lo sa il cuore e non il mare,
non la terra, non la pioggia.
lo si raccoglie in boschi vuoti
foglie morte come il cuore,
oltre gli alberi, oltre i prati,
sopra i cieli e in mezzo ai fiori
e quei visi vuoti, esclaman ravveduti:
- Oh, no,
non s'han da prendersi
quelle due anime stridenti,
son fiamme spente,
son solo cuori ormai perduti!-
Io e Te
non abbiam più sogni,
solo bianche pagine da riempire
con versi scuri ed immortali
e all'alba di questa primavera,
tutto quasi è spento,
speranza addormentata
come un fiore senza l'acqua
Nel deserto della solitudine,
dove noi ci desteremo
come fanciulli in verde età,
solo il tempo avrà pazienza
quando il destino lo vorrà.
Allora cammineremo
verso quel fiume in lontananza
a passi lenti come muti sognatori,
guerrieri forti senza tempo,
baceremo quei petali di rosa
che della loro bellezza
ne han fatto una promessa,
accarezzando questa vita
e rendendo possibile ogni cosa...
Io e Te,
siamo mani che si cercano
senza mai trovarsi,
o forse siamo un'impossibile ragione
che il cuor mai volle rammentare
e che oggi ormai si nutre
come dal terreno una radice
di questa eterna e splendida illusione...
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
Commenti (2)
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Francesco Rossi11 aprile 2013
Il poeta verseggia mirabilmente una sensazione, alterna le immagini a una impressa malinconia che si spande a macchia d'olio sulla poesia cogliendo l'istante senza avventurarsi in un percorso poetico evocativo, na con realtà poeta e coinvolge il lettore.
Stefano Drakul Canepa11 aprile 2013
amore ed amarezza insieme, eleganza malinconica che si snoda fra i versi lunghi, raffinati ed impeccabili... b r a v i s s imo


