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Satira 12 aprile 2013 · lettura 2 min · 993 letture

Sposato di fresco

Alephso 190 poesie pubblicate
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L'ho sposata stamattina, com'è bella, che peccato che le manchi una mammella. Le ho posato la mia mano sul di dietro, mentre si tirava via l'occhio di vetro. Ho pensato, "guarda un po', quegli occhi belli" e di botto s'è levata anche i capelli. Poi m'ha detto, "vieni, renditi marito", le ho risposto "aspetta cara, me lo avvito". Abbiam fatto poi l'amore, cinque, sei o sette ore, ma non è che m'ha convinto, mi sembrava tutto finto e lo era. però il bello, è che il nostro matrimonio, era finto pure quello. Finto il prete, gli invitati e i chierichetti, finti i gatti innamorati sopra i tetti, finta anche la vicina che piangeva, il fotografo e le foto che faceva, solo il flash. E così mi son stancato e di casa sono uscito, d'improvviso t'ho incontrato, quella bionda ben fornita e incantato l'ho seguita. Le sto dietro da mezz'ora, s'è fermata a una vetrina ed è li che la signora, mi sorride sbarazzina. La camicia mi sbottono e m'avvicino tomo tomo, poi le parlo piano piano, carezzandole la mano. Lei, raggiante, in un sorriso, mi sussurra con dolcezza, "vuoi vedere il paradiso"? Mentre il volto m'accarezza. E così, da una parola, son rimasto abbindolato, con un colpo di pistola, in paradiso m'ha mandato ed il bello è che ha gridato, "si, ma va a morì ammazzato". Ma han già detto che d'amore non si muore, quindi sono ancora in giro, a portare a spasso il cuore.
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Alephso

Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.

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