Nell'andar mio (Dies irae)

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Quasi un dono riuscire a mettersi nelle mani di Dio, in un mondo dove i più vivono una spiritualità fortemente condizionata da valori terreni. Poesia di grandissimo spessore, fortemente sentita e condivisa.
mi portano ad un sentire quasi dantesco questi versi che rivelano quanto grande sia nell'uomo il timore dell'ignoto che lo attende oltre la vita. Specialmente per chi visse solo per scopi fatti di materiali disegni. Invocare in ultimo pietà è vano. Coglie il poeta l'essenza della morte fisica e dell'incamminarsi verso chi lo giudicherà. L'anima sopravvivendoci diverrà infinito.
Un'umanità diversa al cospetto della vita... ma solo colui che sa inginocchiarsi dinanzi alla croce potrà godere della pace interiore, frutto di decisione ad abbracciare l'esistenza, nel timore di Dio. Una lirica di trasparente bellezza, molto apprezzata.
Mette a nudo la meschinità dell'uomo che nell'attimo estremo, perde la sua arroganza, la sua scelleratezza e spera nel perdono... L'autore ha saputo ben rappresentare la piccolezza umana... Scritta in modo magistrale
Emozionante quell'uomo prono, senza voce, che abbraccia la croce sicuro del perdono divino. Lirica di spiritualità profonda.
Duilio anima con la sua fede il pensiero del lettore. Versi sublimi.
Una profonda e sentita ricerca di spiritualità che si sostanzia in un arduo cammino. Scritta egregiamente. Compli. menti
lirica emozionante piena di spiritualità versi intensi e sentiti ...cibo per l'anima ...








