"Lo scrigno"
Stefano Drakul Canepa
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perle lucide
sul cielo disegnato
da sere amare (D)
Lo scrigno era già aperto,
livido perverso per i tuoi passi
ignari del tempo che tramava
nuvole e pensieri senza favola
Le gioie scintillanti sul destino,
marmo levigato dai lunghi anni
lucido destriero da domare
quando viene sera sul calore
Il viso poi era già segnato,
bianca cera calda per coprire
i segni del tempo sussurrati
dal veleno immacolato dei ricordi
Le illusioni fresche di mattino,
danzavano nel vento come semi
caduti sul selciato della strada,
la notte non da frutti alla radura
Riponi le tue perle giù nel cuore,
il cielo non ha le chiavi
del dolore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan13 aprile 2013
Meravigliosa questa lirica che penetra e scruta con acuta sensibilità, il percorso di una donna che nn più giovane, ha visto sfumare sogni e chimere, alla sera, quando i segni del tempo sfumano nel ricordo quello che la vita nn ha reso. Fantastica la chiusa!

