Sulle corde di un violino
Taoco Glotami
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Rimasi lì
sul ciglio della notte
ad aspettare di distinguerti nel buio
che l’eco della tua voce silenziosa
intonasse ancora una volta
per me la tua canzone
rimasi lì
ad attraversarmi d’assenza
baciandoti
oltre l’oscuro della tua lontana presenza
inghiottendo il sapore
rubato a un brivido estasiato
a navigare lontano
mentre un tocco nella mente
raggomitola l’attesa
sì
sono ancora qui amore
con la mia carne
naufragata sulle rive dei tuoi abbracci
qui
oltre il limite percepito
imprigionata
da un destino scritto senza verbo
qui tra le corde di un violino
rotte
dal pianto triste del mattino.
©
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L'autore
Taoco Glotami
la poesia non è un lucro, adattato all'apparenza, si scrive per essere e non per apparire...
Commenti (1)
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antonio gariboli13 aprile 2013
Versi che scorrono leggeri facendo sentire una lieve malinconia. Molto bella, complimenti!

