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Fiabe 14 aprile 2013 · lettura 1 min · 2439 letture

Sono un uomo debole

omissam 412 poesie pubblicate
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In corpore vili... ora che sei qui pragmaticamente inevasa in questo posto così inverso d'apparire inutile smonto armature double facce riappropriandomi di te lievemente offuscante... dalle dita esatte cadenza blues gambe sempre troppo corte per le tue fughe raccontandomi di te -mi sento così lontano- occupi tutto il soffitto spari risacerrime che riempono i miei dubbi solfeggi litanie antiche della maestria dei tuoi glutei praticamente inamovibili catturando sensazioni di te che sognavo morenti... delle grandi labbra so tutto il collo giustiziere poi come fosse domani apri il sorriso (l'ho sempre temuto) sbalordisci fiato santo la tua bocca mi cammina dietro... è la fine m'impacchetto da solo sul quel tavolo altare prego di noi entrando dentro le tue paure facendole mie...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (2)

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Rosita Bottigliero15 aprile 2013

A volte si conosce il tutto di tutti e non si conosce la forza di volontà che fa agire... I tuoi versi sempre molto originali conoscono i tuoi ritmi di versi lasciati a leggere piacevolmente al lettore... un poetare originale...

Francesco Rossi15 aprile 2013

Fiaba, io provo emozione ed esaltazione del pensiero quando mi imbatto e non certamente casualmente" solfeggi litanie antiche della maestria dei tuoi glutei... " Orchestrata alla grande.