Sono un uomo debole

In corpore vili...
ora che sei qui
pragmaticamente inevasa
in questo posto così inverso d'apparire inutile
smonto armature double facce
riappropriandomi di te
lievemente offuscante...
dalle dita esatte
cadenza blues
gambe sempre troppo corte per le tue fughe
raccontandomi di te
-mi sento così lontano-
occupi tutto il soffitto
spari risacerrime che riempono i miei dubbi
solfeggi litanie antiche
della maestria dei tuoi glutei
praticamente inamovibili
catturando sensazioni di te
che sognavo morenti...
delle grandi labbra so tutto
il collo giustiziere
poi
come fosse domani
apri il sorriso
(l'ho sempre temuto)
sbalordisci fiato santo
la tua bocca mi cammina dietro...
è la fine
m'impacchetto da solo
sul quel tavolo altare
prego di noi
entrando dentro le tue paure
facendole mie...
©
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero15 aprile 2013
A volte si conosce il tutto di tutti e non si conosce la forza di volontà che fa agire... I tuoi versi sempre molto originali conoscono i tuoi ritmi di versi lasciati a leggere piacevolmente al lettore... un poetare originale...
Francesco Rossi15 aprile 2013
Fiaba, io provo emozione ed esaltazione del pensiero quando mi imbatto e non certamente casualmente" solfeggi litanie antiche della maestria dei tuoi glutei... " Orchestrata alla grande.


