Silenzio
Paolo Ursaia
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E se fosse,
sarebbe bene capire
da dove e perchè;
ma se non fosse,
quanta gratuità gelida
senza scampo.
Non è disonorevole
giacere muto
nel cestino dei rifiuti;
lo sarebbe mutar il cuore,
e l’atto che ne segue
per altrui scelta dolorosa.
E allora taccio,
che qualsiasi verbo
sarebbe penoso ed inutile,
come lo furono i fatti
che non bastarono
a risparmiarmi questa patente;
mi rotolo fiero
nel secchione degli inutili,
stretto ai miei lucidi pensieri.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Berta Biagini15 aprile 2013
Talmente è radicato il pensiero dell’autore che nel tempo - non si muove di una virgola – giochi di parole che lasciano il segno – non credo nell’inutilità di quel secchione – al contrario!
poeta per te zaza13 maggio 2013
Autocritica impietosa che, al contrario, valorizza l'autore. Interessanti versi e nota illuminante, anche per chi non conosce i fatti e le situazioni.


