Di- spero
Christian Palladino
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Dispero, nella speme tremo
di giorni usuali e stanchi.
Non porgo i miei saluti al cielo
che ricopre questo solito mondo.
Appaio con viso da pagliaccio
nell'antro di una chiesa.
Oggi un dio è venuto a cercarmi e,
nell'orizzonte reciso, decisi d'ascoltarlo.
Parole mangiucchiate e suoni confusi
mi presero per mano infilandomi un anello
che gettai nel bel mezzo del pianto
in sonito e in canto;
m'abbandonai nel riflesso d'una campana
oscillante nel bronzeo brillio.
Un trucco di donna sbavava giù per il ciglio
un sorriso squarciato dal riso beffardo
di chi non ha fedi da lodare:
non rido e non mi lamento.
Spento in tutta la sua oscurità
il giorno lentamente va a finire.
Una sedia m'offre riposo
mentre dispero del mio privilegio
di poter ancora pensare:
quanto male mi riserva la ragione?
Misero uomo, misero dio e questa parola,
in noi inoculata, che c'impone di parlare.
Nel mio dire mi cancello come animale
e, fatto uomo, smarrisco l'occasione di volare.
Di- spero.
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L'autore
Christian Palladino
Nato a San Giovanni Rotondo (FG) il 01.06.1984 Laureato in Filosofia a la "G. D'Annunzio" di Chieti e, attualmente, iscritto alla laurea magistrale di Scienze Filosofiche a l'"Alma Mater Studiorum" di Bologna. Si occupa, inoltre, di teatro. Interessi: Filosofia della voce, poesia come corpo-voce.
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