Potrei urlare ancora contro il cielo

Ho scavato il solco più profondo
e più pesante è adesso il mio fardello,
di bisogno d'amore, lacerante,
più di quanto non sia l'essere vivo.
Amo, come mai potei amare,
senza che venga reso nel concreto,
solo, come un sasso sulla riva,
pronto a sprofondare dentro me.
Sono e affermo questo ad ogni passo,
che ripercorre i gesti che farei.
Amore, amore mio, che cos'è stato?
Com'è che nulla m'esce dalla gola,
mentre i miei occhi non san trattenere?
Potrei urlare ancora contro il cielo,
stretto d'assedio, in questo mio dolore,
potrei chiedere a Dio, per quale scopo?
Ma Lui mi guarda e tende la Sua mano.
L'afferrerò, Lui mi darà conforto,
niente più lacrime, quotidianità.
©
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
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