Un tarlo
Un tarlo sottile perfora la pietra del tempo.
Vorrei che fosse eterno lo stupore
lo sguardo del neonato .
Il giorno nasce libero, ma l’uomo lo costringe
di mura e di parole.
Uccelli stanchi limano il silenzio
nell’estate che si ripete, ma diversa, logorata dal tempo
e l’abitudine dura e stringe il laccio del respiro.
Vorrei lasciare, a volte
come una prigione.
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L'autore
Giulia Calia
Sono nata a Roma da genitori meridionali,ho 71 anni, ho studiato in un ottimo liceo classico e dopo ho studiato legge. Ho sempre amato la letteratura,scrivo poesie dall'età di 7 anni, ma me ne vergognavo, perchè in famiglia erano viste con sospetto,come un sintomo di "debolezza" e una perdita di tempo. Questo credo per
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