Rami
Grazia Longo
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Ricami in chiaroscuro
gialli trine di vento
dal ventre della terra.
Rami impudici legami,
preziose filigrane d'oro
offerte dall'ombra a Elios
e all'ignuda sua sorella Luna,
quando scende la sera.
Schiusi fiori roridi di rugiada
per una manciata d'istanti appena
a Eos, quell'altra sua sorella
sì tragicamente distratta
eppur così solerte, ogni mattina!
Rami ...
non più braccia stese
rami ... come zampilli
come fontane ...
rami ... e piccole gemme di cielo
a impreziosir lo sguardo oscuro
del poeta e il suo mistero.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Francesco Rossi18 aprile 2013
Bellissima poesia dove una sorta di paganesimo sembra simboleggiare le figure e le immagini che la poetessa propone in un verseggiare dove l'interiorità esce fuori con prepotenza.

