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Introspezione 17 aprile 2013 · lettura 1 min · 2538 letture

Barbona dell'aria che indosso

elena leica 324 poesie pubblicate
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Se potessi sciogliere l'angoscia in carne di poesia l'inconscio avrebbe meno lividi d'anima sulle righe della sorte già scritta Non ci sono versi nell'alfabeto del cielo per pronunciare l'amaro della bocca esploso nelle crepe del mio tempo Il sangue è liquido di lacrime e il pianto è acqua di preghiera nel bianco di nuvole che implorano agli angeli pietà per il mio essere posseduto dai fantasmi di me stessa Non ci sono parole per dare un senso al senso dell'interiore vissuto per cancellare con l'inchiostro del vento i gemiti di labbra malnutrite dai sorrisi Ho scavato la terra dei miei passi sino alle radici di stagioni lontane e con le mani consumate di fango a volte, mi sembra impossibile costruire il domani nelle macerie dell'ieri perchè...la luce del mio andare è una stanza con pareti di buio è la solitudine con cui vivo come barbona dell'aria che indosso.
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ho scritto questi versi dopo aver sentito una storia di vita di una persona cara... (accade... nella vita sentirsi anche cosi... come barboni di se stessi...)

L'autore
elena leica

Mi chiamo Elena Leica, sono nata in Romania il 30 novembre del 1971 e vivo in Italia da oltre dieci anni. La passione per la scrittura e per la poesia in particolare mi accompagnano da bambina, quando nel giardino di mia nonna mi rifugiavo fra le pagine del mio quadernino, viaggiando con la fantasia. Ho da poco ricomin

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Commenti (1)

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Francesco Rossi21 aprile 2013

Si supera ma ancor più apre la mente alla percezione l'autrice in questa sua composizione, l'interpretazione può essere di natura diversa proprio perché le sensazioni emergono dall'interiorità. Io la vedo così: Grigie nubi, grigie parole e di una grigiastra primavera non se ne sentono i colori. Un cercare di schivare, a volte sembra pure inutile. La solitudine lascia amarezza e questo viene poetato in un contesto di dove si sente freddo dentro al cuore.