Ultimi riflessi in una notte parigina
Gianpiero De Tomi
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Lo specchio rimanda
il volto in speculare bagliore
amore andato
disperso nell'angoscia riflessa
un abito lacero
una veste che cela
l'ombra acuta e flemmatica
che odia la notte
Libertà, sangue rappreso nella ferita
incoronata di seta leggera.
Grosse radici nere
attraversano la strada
portando nomi impressi
ramificazioni di mani roventi
di croci e catene
come ossa dimenticate
e levigate dal tempo
piedi rapiti dal fato
parole d'addio
invocazioni alle stelle.
La luce brilla nei loro occhi.
Sembianze divine
ma sempre carne
mio cuore, mia sostanza
come un caldo vento
le loro voci alleviano
il peso del livore sconosciuto.
In volo per toccare il fondo
un soffio di vapore
e dolce come l'odore
di pane appena sfornato
cado nel cuscino fiorito
del mio innaturale sonno
senza più alcun sogno.
Eterea ogni altra forma
che splende
come cielo invernale
nella fortezza senza nome
nel silenzio dell'urlo
le mie ali d'angelo
taglio a pezzi
soffocando l'immaginario stupore
dell'ultimo respiro di vita.
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Francesco Rossi19 aprile 2013
Amore interiore sviscerato in una poetica estermamente curata ricca di immagini che prese a riferimento si percepiscono in tutta la loro bellezza e genuinità.

