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Riflessioni 19 aprile 2013 · lettura 1 min · 3156 letture

Solitudine

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Inzuppata dal mestiere di vecchie amarezze, nascondiglio circondato dalle titubanze, promesse di sconfitte già scritte, raccolte d’armonie disilluse, storie mute perse nella mente impaziente che addensa, scioglie, lega l’involucro del tessuto dell’esistenza nell’essere Soli. Flagello esistenziale, dirompente, non misurabile dalle ore vagabonde scandito dal suono luttuoso di campane, da stelle appassite nel buio della notte. Solitudine. Malattia tenuta tra le braccia dell’abbandono. Solitudine non ha voce.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (10)

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valencia4719 aprile 2013

Poesia che trasmette, con una consapevolezza priva di auto commiserazione tuttavia amara e lucida. "...promesse di sconfitte già scritte..." "...armonie disilluse..." La solitudine cosa diversa dalla vita solitaria, dove non si vedono che "stelle appassite"

Michele Aliberti19 aprile 2013

È vero... la solitudine non ha voce... anche se parla una lingua tutta sua... fatta di malinconici sussulti che coinvolgono l'animo umano. Una poesia che affronta l'argomento con chiare e complete parole

carla composto19 aprile 2013

la solitudine ci appartiene siamo soli sempre ... il valente poeta ben descrive questo stato d'animo che ci accompagna lungo tutto il corso della nostra vita... bei versi bella riflessione... apprezzatissima lirica

Donatella Pezzino19 aprile 2013

"Malattia tenuta fra le braccia dell'abbandono", un verso splendido che da solo racchiude un mondo di atroce sofferenza e di insopportabili silenzi. Molto, molto bella e sentita.

Berta Biagini19 aprile 2013

Solitudine particolare che ognuno di noi vuol relegare in un angolino – non volendo ammettere che l’insieme di tante voci fa sì che la stessa sia ancora più forte, trovando il suo sfogo su bianchi fogli sempre pronti ad esssere inghiottiti da folate di vento, planando nel cuore di chi sa ascoltare. Così l’ho sentita.

Patrizia Ensoli19 aprile 2013

Consapevolezza di uno stato, dove la solitudine è un modo di vivere quando tutto ciò che ci circonda, non lo riconosciamo, sentiamo è un cammino solitario in se stessi con l'amara considerazione che quella malattia, non sarà mai curata!!

Giacomo Scimonelli19 aprile 2013

la solitudine non ha voce... le parole che vorrebbero veder la luce devono vivere dentro e strozzano anche il respiro dell'anima... versi profondi e veritieri...

Alberto De Matteis19 aprile 2013

Triste è la solitudine che segue a quel suono luttuoso di campane. Ed è proprio quello il momento in cui si avrebbe il bisogno di sentire una voce amica. Versi molto sentiti e profondi.

Rita Stanzione21 aprile 2013

Malattia tenuta tra le braccia dell'abbandono Anche per me questo verso è il clou della poesia, un crescendo con chiusa eccellente.

M
Mariasilvia14 maggio 2013

Tra promesse ed aspettative, sogni e desideri, successo o fortuna... non realizzati fanno da regina solitudine e amarezza. La solitudine non ha voce perché non urla e si raccoglie dentro. Non misurabile da ore vagabonde! Basterebbe un sorriso, una voce amica e un forte abbraccio... Apprezzata per stile e contenuto.