Prostituta
Mentre nella chiesa
le labbra mie
vermiglie
pregano quel Dio
che piedi da baciare più non ha
il cuore mesto sorride
immaginando visi
di molti anni fa.
Ricordo il ragazzo ancora imberbe
farsi avanti
con disprezzo
e poi tremare
nello scoprire che l'amore
si fa svestire
ma nudo o d'abiti ammantato
è sempre carne,sangue e vita
per l'amato.
Ricordo lo scomposto
le unghie rosicchiate
da quel suo tiepido sentire
da quel suo gemere
come se stesse per morire
nemmeno mentre amava
la pelle sua osava gioire.
C'era l'anziano,coi suoi ricordi
la sue piccole manie,
l'automobilista sperduto
sulla via dei sogni
ma più di tutti io rammento il tuo di volto
o caro,
quello che mistico
diceva:perchè i tuoi occhi
sono così innocenti
mentre le tue mani mi sembrano serpenti??!
Le mie mani non erano che abbraccio
ma tu vedevi tutto con un cuore
di ghiaccio.
Per questo non cogliesti,amore,
che l'iridi mie erano di luce
perchè su questa bocca tumida
per te
c'era la Pace.
©
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Commenti (6)
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Pino Penny27 marzo 2007
è molto bella scritta bene... ma ho avuto una cara amica che causa forza maggiore doveva prostituirsi... non lo faceva con quello spirito..ogni volta era una violenza su di lei pino
F
Francesca Coppola27 marzo 2007
i miei... significativa e scorrevole nella struttura!
Leaf27 marzo 2007
profondamente... violentemente femminile... Scritta con delicata discrezione, scivola leggera, eppure affonda con sapienza in un universo nascosto di emozioni
Nunzio Buono27 marzo 2007
con cuore vergine d'amore s'apre questo tuo pensiero... nobile e silenzioso... delicata perla... bella!
S
Stefano Toschi27 marzo 2007
Mantiene una sua musicalità e dolcezza, se pure l'argomento è scabroso.
M
Marina Como27 marzo 2007
la prostituta redenta ama, ed è bello sapere che ha amato anche se disprezzata. immagine forte e dolcissima.


