La panchina
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
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Quanta storia dentro ad un oggetto all'apparenza insignificante... di volta in volta complice, conforto, riposo, attesa... sopravvissuto a tutto, se stesso fino in fondo.
In un oggetto inanimato la poetessa riesce a trovare consonanze che sempre si riflettono con limpidezza in un poetare chiaro e puntuale.
... quelle foglie cadute e appassite, quel caldo soffocante, quei sospiri e quelle braccia e gambe avvinghiate... testimone involontaria una panchina, che diventa partecipe di tanti spaccati di vita autrice sempre interessante, bella penna!
ma che meraviglia! dalla semplice storia d'un oggetto che sta lì sempre al suo posto sopravvivendo al tempo, si apre tutto un mondo di sensazioni, come storie raccontate e stagioni passate e lei sempre lì complice e testimone di attese, bisogni, passioni, amori... ed attende paziente anche stavolta... così come l'amata il suo uomo!!! strabiliante!!!




