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Introspezione 22 aprile 2013 · lettura 1 min · 1841 letture

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Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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cosa ne faccio delle mie scarpe nuove dei tulipani che invecchiano – ancora un petalo finito in terra dello smalto rosso sulle unghie di un fiore tra i capelli se non ho voglia di vedere la luce e rimango in penombra – il mio angolo ideale... cosa, del mio sorriso contagioso di una giornata d’azzurro – infinito azzurro che mi ferisce del mio balcone in fiore di una vecchia foto che non ravviso del libro che mi pesa sul cuore del cane che mi dorme addosso... cosa ne faccio di me di quella me che scandisce vocaboli sconosciuti se domani sarà ancora ancora ancora distanza.
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L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (9)

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Idalgo Visconti22 aprile 2013

Una domanda che nasce spontanea a chi non si riconosce nella cultura di massa, nel conformismo ma che trova difficile nascondere il proprio essere, frutto delle sue certezze e soddisfazioni. Piaciuta

Duilio Martino22 aprile 2013

Un quesito che sembra avere una risposta scontata... che si conosce bene. LA VITA è BELLA E TORNA A SORRIDERE SOLO SE PIENAMENTE CONDIVISA... Grande l'autrice nel esporre il concetto in POESIA!

Giacomo Scimonelli22 aprile 2013

versi che scuotono l'animo di chi legge... introspezione profonda e sentita verseggiata con eleganza ed incisività...

carla composto23 aprile 2013

introspezione profonda in una serie di domande richiesta di informazioni per avere risposte ... che forse in cuor nostro già si conoscono... anche un ritornare indietro nel tempo e non riconoscere più noi stesse... letta con immenso piacere...

Patrizia Ensoli23 aprile 2013

Parole diverse, in un mondo che riconosce solo l'uguale appassiscono e muoiono i tulipani nella solitudine di esistere... Versi condivisi e molto belli.

Angela Fragiacomo23 aprile 2013

quando la distanza è l'unica vicinanza possibile lo sguardo si fa opaco... per rivolgersi all'interno e scavare, sondare l'imponderabile o quel sospeso che allontana da tutto... uno stato di autoconservazione in cui com- prendere sé... magari...

Donatella Pezzino23 aprile 2013

L'animo sensibile, lontano dalla superficialità dei tanti, non può trovare alcuna soddisfazione nelle cose materiali, gusci vuoti di un benessere solo apparente. Niente riempie come il bisogno di vedere la luce, di specchiarsi negli occhi di chi amiamo, di sentire il calore di una mano amica. Versi che ho sentito profondamente miei, davvero bellissimi.

EnzoL24 aprile 2013

una particolare introspezione, gia dal Titolo (deformazione professionale) mi attirava ben scritta nella sua amarezza, nella sua cruda e nuda realtà

Francesco Rossi3 maggio 2013

La condivisione che impregna gli animi di ancora, ancora, ancora... Bellissima e sentita poesia.