Cuore di pietra
Arriva una maledizione
che mi pietrifica il cuore.
Fori sulla pelle traspirano
nuvole nere; piove.
Cammino a testa alta
per le vie nervose;
la città è in subbuglio:
il terremoto la sta lacerando.
Tutto ritorna a me,
a me contro, a me avverso.
Qualunque via io percorra
continuerà sempre a piovere.
Una luce squarcia ora
il cielo scuro, scende verso
la mia limpida sofferenza.
Un fulmine scagliato
sulla mia consapevolezza:
non riesco più a rimembrare.
Tutte le strade conducono
alla fine di un viaggio.
Ma la meta non si vede,
è sempre troppo lontana.
E ancora tutto sta tremando,
eppur intorno a me tutto è immobile.
Odore di nero morte m’attornia
ma è il bianco della vita a farmi male.
Dai fori irrigati dal cielo
possono però nascere fiori.
La pietra ha toccato il suolo:
ora può solamente risalire.
©
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Commenti (2)
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nemesiel23 aprile 2013
Composizione che esonda sofferenza tradotta in immagini vividamente laceranti... eppure negli ultimi versi una verità che è, al fine, speranza... per risalire, per avere la spinta per riemergere, si deve prima toccare il fondo.
M
Mistral23 aprile 2013
Belle parole... mancano i versi. C'è sostanza ma poca musicalità
