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Sociale 23 aprile 2013 · lettura 3 min · 2838 letture

Paolo Borsellino: non un eroe, ma un uomo!

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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Quando tu e i tuoi angeli custodi gli occhi avete chiuso era piena estate siciliana, quella dall’insopportabile caldo afoso... Tu, lo sapevi che mancava un attimo: stillicidio del tempo... tu, che con Giovanni ne parlavi ma, solo un poco... poi, un abbraccio ai tuoi cari, un sorriso, un gioco e, ancora ricominciavi... E quante volte a Lei hai mentito sulle tue paure d’uomo sulla tua normale vita mai condotta, e quante volte hai chiesto a Dio: ” ma io, chi sono”? Con forse dentro, un senso di rivolta. Paolo fratello mio al pari di Giovanni, perché succede questo agli uomini migliori nei loro migliori anni? E perché in nome del danaro si fanno esplodere le vite e si frantumano i cuori, come se dagl’arcobaleni si portassero via i colori... Io, penso forse troppo ma non so farne a meno, e corre il mio pensiero al galoppo, senza fermarsi come sangue che scorre. E lui, il pensiero, attraversa come un treno stazione dopo stazione, la storia del bene contro il male, mentre a me chiede se chi ammazza in fondo, si ferma mai a pensare. Io vorrei Paolo, io vorrei per fraterna amicizia conservare in un angolo del mio cuore te, ed il tuo grande sogno di giustizia che non è morto col tuo morire. E adesso, dopo vent’anni i tuoi figli nel loro dolore ancora vivono chiusi: folla d’immagini lunghe una vita per chi, nella vita loro, innaturalmente da te, spesso si sentirono esclusi. Mentre continueranno a chiedersi se quel giorno tu fossi stato altrove, no, non importa poi dove solo lontano da li e a loro insieme per un abbraccio, un abbraccio di bene. Quel bene che, che da cuori puri i figli, rivendicano per diritto come minimo tributo a chi se ne sta zitto ad accettar la sorte, tra paure e tremori quasi fosse partita di carte. E con, nella mente sempre una tara: gli occhi che ti vedono a pezzi ritornare a casa, dentro a una bara... Paolo esempio per la vita: tu e i tuoi giovani Angeli irrimarginabile ferita... Paolo, lottatore anche in nome di chi forse s’arreso ed è stanco, io, davanti al vostro ricordo, io dopo più di vent'anni ancora piango...
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Ad un magistrato siciliano ed ai suoi Angeli...

L'autore
Bruno Leopardi
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Commenti (4)

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Catia Dinoni22 maggio 2014

Versi nobili che dipingono un uomo che suo malgrado è diventato un grande uomo per i valori che ancora oggi insegna anche dopo la sua morte, c'è chi porta avanti la sua memoria con caparbietà perché nulla vada nel dimenticatoio, a lui, alla sua scorta, i suoi angeli... no, non si dimentica. Grazie poeta per questi tuoi versi, io ho avuto l'onore di stringere la mano alla sorella del magistrato, che con tanta caparbietà porta avanti un progetto per dire no a tutte le mafie, attraverso le scuole, ho visto negli occhi di questa donna lo stesso sguardo fiero e pulito di Paolo, ecco lui non c'è più, ma il suo ricordo è più vivo che mai attraverso i volti e le parole di chi lo ha amato.

Antonella1723 maggio 2014

Poesia intensa e vera. Condivido con te il rispetto e la grande emozione nel ricordare cosa questi uomini ligi al dovere hanno dovuto sopportare e patire sino alla fine della loro vita terrena. Mai dimenticare ...lo sono presenti nei cuori di chi li ha sempre amati... e per noi sono esempio di rettitudine e senso del dovere ad ogni costo. Grazie di aver condiviso con noi la tua emozione

Pasquale Lettieri23 maggio 2014

Direi che Paolo è stato ambedue le cose: " Uomo e eroe. Entrambi, lui e Giovanni, Siciliani di nascita. Uomini che per il bene della Sicilia e non solo (certamente anche per il paese Italia) hanno cercato di ripulire la merda che ancora ci bagna. Gran parte delle Istituzioni hanno voltato a loro le spalle. Avevano sicuramente tutti e due intuito, che la mafia in modo silente e particolare aveva intrecciato rapporti con uomini di Stato, corrompendoli. Certamente loro, avevano documentazioni poi, sparite: Vedi Borsa di Paolo, e il diario e le informazioni sui pc di Falcone. Certo, si sono immolati nell'umana storia del nostro paese Italia. Da uomini hanno combattuto qualcosa che ci ha portato a dove siamo. Esempio di veri uomini e di Eroi

Anna6223 maggio 2014

Vent'anni sono trascorsi, ma ancora il ricordo di quei giorni di fuoco e spavento sono vivi nella mente, come vivo è l'esempio che Paolo Borsellino ha lasciato a chi è rimasto a sperare che qualcosa possa cambiare e che la sua morte non è stata vana. Lirica profonda che porta a riflettere e a ricordare.