Sulla parete
Sulla parete morta proiettate le ombre
di un sole ormai sciolto
dallo stupido ricordo.
Cerchiamo fra i tasti cupi di un computer
le parole che aprono portoni,
e quando viene la luce,
non gettarla è cosa migliore,
invece di ingoiare attese,
per poi viverle soffrendo,
assistendo
alla luce degli altri.
Perché i raggi trafiggono
e poi tornano indietro
se siamo incapaci
di ricevere il saluto,
ieri era ieri
ma sarebbe più simile a un futuro
se
cogliessimo il presente.
©
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