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Introspezione 25 aprile 2013 · lettura 2 min · 2264 letture

Delirando, mentre la luna accompagna ogni passo

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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Quando l'odore del ginepro bruciato ci guida verso una nuova purificazione che penetra, fuggendo rapida e balsamica l'inconsolabile celtica forma runica cerca la comunanza rettilinea di punti in una costellazione inesplicabile fautrice di figli dai cromosomi immuni da giroscopiche tendenze futuristiche spermatozoi saturi di energia repressa rigenerati nel rogo della bioetica incredula odissea, inclinata bussola coincidente macchia nera sull'orizzonte che declina di pochi gradi nell'infinito. Raccogliendo aconito, in pianto disperato fuggire attraverso prati bagnati di luna labbra devastate e cuore fuori dal petto puro delirio della trasgressione animale selvaggia penetrazione, nel dolore improvviso ricercando oniriche guide spirituali profezia assoluta di una predestinazione le credenze dei falsi universi paralleli dipinti di fresco, da abile mano ignota irradiati finalmente, dal dogmatico fuoco sacro ormai deteriorato dal grumo sanguinolento sfuggito a decine di gastroscopie nella gola. Mentre moltitudini di cuori infranti fluiscono veleggiando verso la sicura stella Polare su lastre di alabastro, riflessi di magia verde nel femminil principio di melodie perverse ed olistiche teorie per imbavagliarne il respiro. E senza una vera evocazione, una tempesta di sfere in ceramica che ruotano imperfette succubi di parole in frantumazione immediata e cerchi megalitici, ampi significati sommersi dove si nasconde la comprensione cosmica del sussurro di neri angeli errabondi trapassati in feticistiche oasi di piacere da vibranti ossessioni lussuriose - il lubrico connubio intrecciato - a gregoriane armonie di castigo. Fino alla segmentazione di ogni illazione l'amata e resinosa superficie del suffragio sollevati dall'incredula - amata - genuflessione di fronte alla nascita improvvisa e caotica di grandi proliferazioni minacciose di ricordi che rullano come tamburi di rievocazioni e brillano di luce riflessa nei loro prodigi le polverose parabole, superstiti preveggenti di un interrotto circolo mistico di sensitivi dietro alle silhouette di antiche fanciulle ridotte ormai a corteccia di grandi alberi turbati dalla tragica mutilazione della felicità.
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