"Phryne"
Stefano Drakul Canepa
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nuda di luce
su mille sguardi amari
cullavi seta (D)
Nuda sui colori degli sguardi
pregavi le ombre degli dei
e non sapevi che un volto è luce
avvolta dai sogni dei silenzi
Iperide ti vedeva immacolata,
sciolta dalle sete e nel perdono
di un vago lembo di disgrazia
giurata al fango della prima voce
Frine avevi il marchio della grazia
sbocciata dalle nuvole più arcane
e i germogli di mille temporali
sulla pelle mai sfiorata dalla neve
I giorni segnati da pietre e mura,
le iridi disciolte in tanti segni
lasciati al cielo e durante strani riti
mai giurati sui sogni delle stelle
Tu, calore del sole a mezza estate.
©
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Stefano Drakul Canepa
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