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Morte 26 aprile 2013 · lettura 1 min · 2684 letture

"Filo di Lete"

Stefano Drakul Canepa 4648 poesie pubblicate
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presenza nera sulle rive di luce a mezza sera (D) Mezza luce sullo sguardo impervio e lento passo a distogliere mattini dal loro corso insano di vendemmia. Il dubbio che sostiene una speranza Grandi sogni da arroventare al sole ma c'è chi muore con un'ombra scura e chi spera ritorno sui fiumi a sera, quando la passione inganna il cielo Sarà la falce nera a mietere disagio e lembo ignaro a fare da travaglio ad un passaggio netto, senza vela, sul mare di una notte a due monete Filo di Lete a devastare il cuore che batte ancora le sue segrete danze come se la pioggia toccasse terra in un inganno di seme e sale amaro Faro notturno questo mantello d'oro, segno del mondo che cancella Ogni ricordo vano.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (3)

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Elle26 aprile 2013

Uno strano presagio "incombe"... C'è sempre il dubbio, l'ignoto che poi potrebbe verificarsi lungo il sentiero oscuro... Si respira mistero e faticosamente ci si avvia... Avvolge una strana aurea il tutto che si compie

Santina Papa26 aprile 2013

Ogni verso trasuda l'incertezza del vivere, ognuno ha dei progetti ma anche il dubbio di realizzarsi e realizzarli, lo stesso si dice di altri sentimenti, una presenza sembra certa e aleggiante su tutto e tutti la morte. Emozionante, da brivido! Un poeta che sa sempre creare atmosfere all'orlo dell'inquietudine.

Elena Poldan27 aprile 2013

Quando la falce nera arriva, si spegne una candela, due monete per il triste viaggio senza ritorno e l'oblio del fiume Lete per cancellare ogni ricordo vano. Ricamano con classe questi versi, la fine d'un percorso. Atmosfera inquietante, dura e cupa.