Come potevo?
paolo spaggiari
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Macché
ultimo tango a Parigi.
Passeggiavo in una tempera fauve
nell'esuberante luminosità plein- air
di lampade all'acetilene, saltimbanchi, birre
alla spina, crepes georgette e bonsoir monsieur
crepava l'avarizia
ad ogni pié sospinto
poi quella sgargiante nevicata di cotton- fioc
a forti pennellate
in un fuggi fuggi di blu di Prussia
terra di Siena, rosso Magenta ed altre tinte
complementari
sbattute alla rinfusa in un banale
luogo comune
fra battellieri della riva gauche
e sanculotti
in un'incresciosa atmosfera di fronda
e pallacorda.
Come potevo
oggettivamente in quelle condizioni
scriverti cartoline?
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L'autore
paolo spaggiari
La mia con la poesia è una lunga storia di amori e tradimenti. Il primo amore sui banchi delle scuole medie, mandavo a memoria decine e decine di versi di Piemonte e scrivevo rime baciate per il compleanno dei miei compagni di classe. Il primo tradimento lo consumai con il pallone a scacchi del basket, nelle infuocat
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