"La Croda Rossa"
Stefano Drakul Canepa
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riflesso d'oro
quando il sole tremava
vento di luce (D)
Non avevi voluto il tuo regno nel divario,
le nuvole ribelli riflesse in mezzo ai torti
e rosse cime intatte a piangere cipressi
nel segno delle gocce dal giuramento vano
Il popolo del bosco che amavi sopra tutto
e il cuore suo di roccia a fare da percossa
a un mondo ormai già morto di vergogna.
Se nascerà tramonto sarà la Croda Rossa
Il limite dei giorni chiedeva nebbie ed albe,
il lago che non perde i bordi delle foglie
e poi radure eterne sulle parole intatte,
la lingua delle cose pronuncia ere insane
Il cuore sa di avere l'amore delle ombre,
le fragili vendette non scavano nel vuoto
di questi anni antichi di buio e di vendetta.
Riverberi di gelo sul cielo ormai già perso
Sarai la principessa del sogno e del perdono.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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EnzoL29 aprile 2013
mi soffermo sempre volentieri sulle parole di questo autore, ci sono passaggi che trovo meravigliosi in questo testo - rosse cime intatte a piangere cipressi - - il lago che non perde i bordi delle foglie- ma tutto in generale lo trovo equilibrato, ben lavorato bilanciato.

