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Fantasia 29 aprile 2013 · lettura 1 min · 2431 letture

"La Croda Rossa"

Stefano Drakul Canepa 4648 poesie pubblicate
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riflesso d'oro quando il sole tremava vento di luce (D) Non avevi voluto il tuo regno nel divario, le nuvole ribelli riflesse in mezzo ai torti e rosse cime intatte a piangere cipressi nel segno delle gocce dal giuramento vano Il popolo del bosco che amavi sopra tutto e il cuore suo di roccia a fare da percossa a un mondo ormai già morto di vergogna. Se nascerà tramonto sarà la Croda Rossa Il limite dei giorni chiedeva nebbie ed albe, il lago che non perde i bordi delle foglie e poi radure eterne sulle parole intatte, la lingua delle cose pronuncia ere insane Il cuore sa di avere l'amore delle ombre, le fragili vendette non scavano nel vuoto di questi anni antichi di buio e di vendetta. Riverberi di gelo sul cielo ormai già perso Sarai la principessa del sogno e del perdono.
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Ispirata alla leggenda dei Fanes ...Il "mito delle origini" In una grotta sotto la montagna oggi chiamata Croda Rossa viveva un tempo un’anguana. Ogni mattina, circondata dalle marmotte, salutava il sorgere del sole sulle sponde di un laghetto. Un giorno, una donna del posto, che si era recata in terre straniere, ritorna con una figlia appena nata, e subito muore. L’anguana adotta la bambina, che cresce assieme alle marmotte: Moltina, la futura principessa...

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)

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EnzoL29 aprile 2013

mi soffermo sempre volentieri sulle parole di questo autore, ci sono passaggi che trovo meravigliosi in questo testo - rosse cime intatte a piangere cipressi - - il lago che non perde i bordi delle foglie- ma tutto in generale lo trovo equilibrato, ben lavorato bilanciato.