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Uomini 1 maggio 2013 · lettura 2 min · 1877 letture

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giampietro corvi c 110 poesie pubblicate
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Le tue carezze madre, mi accoglievano bambino a dormire e pregavi finché elevate a sussurri, le labbra posavi sul viso. Quella sera da grande nell’attesa del rimprovero, severo. Guardavi madre nel vuoto il vetro rifletteva i tuoi occhi sciogliersi nella pena e sferzavano sferzavano più delle parole rimaste dov'erano. Mi manchi e, avanti. Così più non s’usa, Poeta? -Per oggi, fa niente. Mani di bimbo stringevano i tuoi pollicioni padre, roteavano e repentino tornavi (1) e ridevo. Ridevo e mi manchi. Lo stringere la mano che mi porgevi già grande senza abbracciarmi per non so quale virile timore. Mi manca e, avanti. Così più non s’usa, Poeta? -Per oggi, fa niente. Quel rene doveva essere lì, si è distratto. Non c’è. Deliro, ora che so mi duole e mi manca. Così come sentire il Fine di cose sospese sfuggirmi tra le dita mentre assente, mi giunge carezza alle mani. Assurdo eppure disturba e avanti. Mentre ciò che non vedo non c’è, non sento non turba e grato, al -dono della pozza - dove un crogiolare nel fango ignorante, rallegra. Così può andare, Poeta?- Fa niente. Per oggi mi fermo.
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(1) all'improvviso roteava le dita in senso opposto

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L'autore
giampietro corvi c

"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia

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