Gratta, gratta

Dal banco all’uscio affretta, e gratta, gratta ...
altri ne prende, torna e gratta ancora
quell’omaccion posato in apparenza,
che immagino a ben altro intento altrove.
Ma è lì, sull’uscio, e gratta, gratta, ancora...
arriccia il naso, in gran concentrazione;
s’accora, ma non riesce, ed è importante ...
Con rabbia or più s’impegna ... con furore!
Inezia conseguita lo incoraggia,
ed or vi s’accanisce più di allora;
e gratta, gratta, gratta con passione...
Non lo vede che non vince un accidente?...
Sciocco tagliando di speranze vane!
troppe famiglie già mandò in rovina!
Lo Stato vince sempre, e chi li smercia,
che spinge, e si rimpingua in modo osceno!...
Guardando provo un senso di tristezza:
vorrei perdesse, sì da toglier vizio!...
E gratta, gratta; interferir non posso...
E triste e sconsolato, m’allontano!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (2)
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Paola Pittalis30 aprile 2013
molto vera questa poesia... molti si rovinano col benestare dello stato che invoglia a giocare anziché combattere il vizio
Berta Biagini1 maggio 2013
Un tema nuovo direi, che purtroppo miete tante vittime. Un viziaccio che riesce a farci perdere proprio tutto e non solo i soldi…
