E respirando profondamente
Gianpiero De Tomi
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La gente ha un grande terrore
posto nel termine dell'esistenza.
Alcuni se ne vanno presto
il loro è un problema concluso.
Per altri, la mortalità è una dannazione.
Si domandano: perché devo morire?
Poi si rivolgono al cielo
seguendo il corso delle nuvole
cercando di scorgere qualche angelo
o forse la veste di Dio che si sposta.
Guardano spaventati la terra
che li ospiterà per sempre
e maledicono, il cielo e la terra
e tutti coloro che ricordano
e coloro che dimenticano.
Altri ancora, restano in silenzio
in ascolto, in perenne osservazione
scrutando con attenzione
ciò che si cela dietro ad immagini
ed armoniche profuse nei suoni
la perfetta percezione spirituale
che danza con infinita dolcezza.
E respirando profondamente
seguono il febbrile lavoro
dell'ape sul fiore sgargiante.
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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nemesiel1 maggio 2013
Versi che denotano una capacità di porsi all'"ascolto" del mondo ed i tutti gli esseri che lo popolano... siano essi i fragili uomini o l'ape, perfetta immagine del senso dell'esistere... senso insito nella perfezione stessa di quell'esistere. Saggezza che non giudica ma che guida il lettore all'"essenziale" di questo nostro vivere.

