Quando la morte è in vacanza
Tintinnii, sbeccati orli d'oro
ferro,
ruggine rossa ruvida
fragili cocci e pezzi perdenti.
Zampate fiere il sangue che cola
solchi, ai bordi zizzania
lucida lama
il vomere scava e rigira,
pioggia subito, pregna.
Nulla quaestio
porcellane fini e vasi di ferro
graffi di sangue e piumate penne d'oca,
il sugo non sporga dalle orecchie
sul foglio candido.
Slanci di miele e cannella
spezie sulle carni dure
leccornie di colli lunghi
e nasi adunchi
-volteggiano alti-
volteggiano.
©
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Commenti (1)
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EnzoL2 maggio 2013
Un testo molto particolare, costruita a modi mosaico, immagini che filano e tirano il resto. Trovo alcuni tratti duri e alcuni morbidi ma il tutto ben equilibrato, sapientemente bilanciato
