Ho sonno
Angela Fragiacomo
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Sonno.
In assonanza, senza precedente accordo
placano in verticale le tende – ricompongono quadri attorno a tavoli fermi
sedie, ciascuna a modo;
l'arancia alla mela
nega le forme, un foglio scivolato a terra, si perde;
non esita, goccia a goccia – plic ploc – l'acqua dall'altezza del viaggio
raggiungendo
vacuità.
Tace il tempo, ammonendo ogni gesto con imperativi
sotto le fusa della notte
dapprima fumé poi nero- blu.
Di più ho sonno.
Corpi e punte
spartiscono la pace dell'incoscienza, tra oggetti dalle anime morte
– cedono a poco a poco sentieri;
assorbo l'oscuro, come carta velina l’inchiostro
le ore infilano i travi
solleticando piccole larve di tarli –
distendono nel calore cavo del collo – dormono
nel sudore d'un passaggio obbligato.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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andrea ristori2 maggio 2013
nella palude dove sonno e coscienza si scambiano la loro sostanza in un rapporto osmotico succedono cose meravigliose e terribili sconosciute alla realtà del mondo, un universo parallelo di sogni in divenire, pensieri che si fondono con la materia, luci ed ombre che giocosamente danno vita a figure nuove, ai mirabolanti eccessi di una mente più vicina all'anima che al corpo.
