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Fantasia 2 maggio 2013 · lettura 2 min · 1045 letture

Pianeti

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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E' una vita che coltivo pianeti. Crescono lentamente sotto la pianta del piede e formano tra me e la terra costellazioni a perdere. Alcune rotte prendono fuoco altre affogano e io non so se questo vedere e sentire ha un nome oppure la deriva è stare qui seduti mentre piove. Intanto me la scrivo la forma del cielo. E me la vedo pure negli occhi come una pianta larga che germoglia. Come una ladra pozzanghera. E sento pure il rumore della ruota. La sento che gira il tempo e lo consuma e lo complica. E' che non ci guardiamo abbastanza, negli occhi, dico, non abbiamo mira. E non sappiamo ridere da soli, o piangere o fottere o scrivere. Siamo dentro uno spazio osceno e abbiamo antiche paure. Per questo diamo nomi alle cose. E le chiudiamo in un palmo e le ingoiamo. Questo per esempio è un succo d'arancia e viene da sud, e sale garbatamente aspro ai fianchi e se tu me lo dai io lo bevo guardandoti. Perché il sogno mi tocchi la gola e si espanda. C'è un estremo da dire sempre tra un piede e l'altro un fosso pieno di comete a cui si arriva piangendo. Ricordalo: l'amore è un orto inconcluso
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (1)

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Angela Fragiacomo2 maggio 2013

-...abbiamo antiche paure. Per questo diamo nomi alle cose.- mai verso mi trovò più d'accordo! Siamo così limitati, limitanti, limitrofi, tronfi... Spocchiosi di saggezze inconcludenti ...e non abbiamo mira, guardandoci dentro... questo eterno girare concentrico involutivo risucchiati dall'Io ingombrante, così barbaro orpello da esibire, in società discinte... e non sappiamo stare in silenzio, non sappiamo osservare ridere, piangere, ascoltare il vento, il tempo che consuma, l'amore quando tocca, e bussa piano, gentile... ladri della nostra stessa vita, e nessuno cui rivenderla...