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Riflessioni 4 maggio 2013 · lettura 1 min · 2342 letture

Ci addomestichiamo

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Troppe cose di cui ho ansia non addomestico il Ficus benjamin - alimenta una pazienza a me sconosciuta. Delle foglioline non mi curo - gravano a sera; dei bulbi della Dalia non ho merito né fiducia - protendono al di là d'una volubile causa; ciò che amo invece fatica a pacificarmi l'anima - ne avrei pretesa, come gli idioti, ad avere ragione di sé. Buon per lui - il Ficus - e bene per l'Acero davanti la porta; bene per loro, che questa mano non abbia pena dei rametti che giudizio non prenda nota dei fiori quelli da potare quelli caduti secchi quelli che nasceranno nonostante - bene per me le vostre e mie attese pigre.
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se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro, allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano. Antoine de Saint- Exupéry

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (3)

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Garbofania4 maggio 2013

Stile unico e inavvicinabile. Ma mi soffermo sulle sensazioni "travasate" dall'Autrice. Galleggio nel quotidiano, lento trascorrere. In quella non voglia e accettazione fatale. Come olio in superficie avverto acqua che scorre, lo sguardo volutamento scevro da volontà di intervento. La foglia cade, ed io non la raccolgo. Unica nota negativa: addomesticamento... E l'accenno a quel romanzo. A quell'Autore antico che non mi è mai piaciuto e ho sempre trovato sopravvalutato. Per la Poetessa un fiore "autosufficiente".

Paola Galli6 maggio 2013

forse il peso delle responsabilità quotidiane, quell'ansia di vivere portano a volte ad ignorare pigramente e stancamente ciò che per sua fortuna va avanti da sè anche se lo ignoriamo pur vivendoci accanto e sbattendoci di fronte tutti i giorni!! forse essere addomesticati è il desiderio di sentirsi leggeri, lasciando all'altro il peso delle responsabilità che a volte ci incombono e ci schiacciano!! fantastica!!

Francesco Rossi9 maggio 2013

L'ansia inevitabilmente porta a riflessioni che raccolgono moltitudini di sensazioni; in questo caso e non per casualità la poetessa si confronta con una serie di elementi che hanno valore simbolico. Da notare come essa affronta questa riflessione ponendosi in discussione nei confronti di quello che in quel determinato momento ritiene di prendere in considerazione per sviluppare ampiamente in poesia la riflessione di uno stato d'animo che continuamente cerca il confronto. Ancora più evidente la pazienza che non ha si nota dalla chiusa della poesia che non si stacca dal contenuto complessivo della poesia pubblicata.