Ci addomestichiamo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
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Stile unico e inavvicinabile. Ma mi soffermo sulle sensazioni "travasate" dall'Autrice. Galleggio nel quotidiano, lento trascorrere. In quella non voglia e accettazione fatale. Come olio in superficie avverto acqua che scorre, lo sguardo volutamento scevro da volontà di intervento. La foglia cade, ed io non la raccolgo. Unica nota negativa: addomesticamento... E l'accenno a quel romanzo. A quell'Autore antico che non mi è mai piaciuto e ho sempre trovato sopravvalutato. Per la Poetessa un fiore "autosufficiente".
forse il peso delle responsabilità quotidiane, quell'ansia di vivere portano a volte ad ignorare pigramente e stancamente ciò che per sua fortuna va avanti da sè anche se lo ignoriamo pur vivendoci accanto e sbattendoci di fronte tutti i giorni!! forse essere addomesticati è il desiderio di sentirsi leggeri, lasciando all'altro il peso delle responsabilità che a volte ci incombono e ci schiacciano!! fantastica!!
L'ansia inevitabilmente porta a riflessioni che raccolgono moltitudini di sensazioni; in questo caso e non per casualità la poetessa si confronta con una serie di elementi che hanno valore simbolico. Da notare come essa affronta questa riflessione ponendosi in discussione nei confronti di quello che in quel determinato momento ritiene di prendere in considerazione per sviluppare ampiamente in poesia la riflessione di uno stato d'animo che continuamente cerca il confronto. Ancora più evidente la pazienza che non ha si nota dalla chiusa della poesia che non si stacca dal contenuto complessivo della poesia pubblicata.



