Cadice

Sulle coste di Cadice
contemplo l'inutile bellezza
pervasa di assenza nel vuoto di te.
Immobile ascolto
il lento respiro
del bruno corsiero
che attende impaziente
il colpo sul fianco.
E' un attimo il lampo
che mi slancia elettrico
che scuote lo stallo.
Dune di sabbia e sterpi
oboe di vento
colonne di sole obliquo squarciano
nuvole ingigantite
colline d'acqua trafiggono.
Sulla battigia
sauri di schiuma
danno battaglia.
Monto libera potente nel vento
Vento roboante
Fiati di vento
Tamburi di vento
Vento seducente.
Non ho paura
nessuna tristezza
malinconia forse.
Antares azzanna salite
a zoccoli e miocardio
esplosioni di sabbia.
Ho sbranato la vita
nel galoppo di sempre.
Buon odore stallatico e sale
ritrovo urla
nel brivido del nostro sudore.
"Antares!
Sono una gran figa su di te!"
Lontano tuona Bronte
"Peggio per chi non c'è!"
©
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Commenti (3)
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Rasimaco19 aprile 2007
sconcertante ma immediata nella ”rabbiosa violenza” con cui urli a quel ”nessuno” tutto il desiderio di possesso... su quelle sabbie vive e ribelli verso l’ineluttabile... brava! mi é piaciuta molto.
Massimo C11 maggio 2007
La rabbia espressa da una donna è unica... A parte le belle immagini descritte, mare, vento, sabbia, elementi naturali di cui ti sei vestita... trovo una passionalità vera che permea i versi nell'uso di alcune parole che ne esaltano la potenza. Molto intelligente la chiusa. Molto brava
G
Giaculatorio24 settembre 2007
Poesia dall'atmosfera nostalgica e inferocita. Come facciano a coesistere queste due passioni, solo l'artista sa.

