Tavola imbandita
Succulente le tue labbra
Da gustar, inizio pasto.
La mia tavola imbandita.
Vassoio di porcellana
La tua pelle.
Vado piano,
Assaggiando,
Assaporando.
Primo piatto di portata,
Pappardelle col cinghiale
Succulente da gustare.
Faccio scorrere la lingua
Imbevuta dal tuo sugo.
L'ingordigia assai si sente
Nel voler poi consumare
Questo pasto unpo'irruente.
Vado avanti con la cena
La tua carne, è invitante!
Non resisto...
Il profumo che mi annebbia
Non riesco più a capire.
La mia ugola è ormai asciutta,
Ora bevo, mi disseto.
Guardo ancora...
Questa tavola imbandita
Al mio tatto, solo organza.
Come dolce..
Le carezze.
Il caffè,
Lo bevo amaro!
©
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L'autore
Antonella Piludu
Nata a Cagliari 50 anni fa.Attualmente vivo a Firenze. Che dire di me? Una penna che imprime in un foglio emozioni e sensazioni...
Commenti (2)
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G
Grandesempre Giorgio30 marzo 2007
Una poesia con molta musicalità doni ai tuoi versi significati profondi, mi piace quest'opera che cela erotismo e passione dietro metafore ben scritte!
S
Semplicemente Lulù4 aprile 2007
Ehi... provocantissima al massimo. Anche se le rime un pò guastano. br Ma nel complesso sei stata fantastica! br