Non è maggio
Caterina Zappia
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Come faccio a chiamarti, maggio,
o regina dei fumosi campi,
bere tutto d’un sorso
il sole, quando sfodera i crochi.
Come faccio a guardarti, maggio,
se il talamo d’ autunno
dimora ancora fra le ginestre
straripanti di ciocche appena nate.
Il pianto è verde
ma desta immagini sfocate
di rose e di calendule
sui tralci spinosi della luna
impaurita dal tuo duro tono.
Adagio, maggio, mi consolo
guardando il volto che mi manca
di questa goccia nuova
che cade sulle mani senza raggi.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero8 maggio 2013
Che dolce la tua poesia... si intravede una vena di dolcezza accompagnato da un velo di mestizia. ... molto intensa...
Mauro10 maggio 2013
Il delicato incanto di maggio non ha raggiunto ancora il cuore, ma presto o tardi un raggio di sole dissiperà le nebbie e la primavera tornerà a splendere solo per te. Incantevole questa composizione.


