Dolcezza divorata

È frivolo il
suo sognare, credeva
di essermi sfuggita; se la
coltivo; anche la terra canta
al tatto, crespi... i sui
capelli.
Un vagare
di stelle spente? La
forza dell’amore, sboccia
sugli abissi; lieto è viverlo,
fermarci... il pensiero
si illude.
Una gioia
immensa, la sua forza
è la bellezza; una dolcezza
divorata... che si copre di
ardore, è la luce... di un
raggio di sole.
La sua voce
d’usignolo, una statua
pavida, la sua gota raffinata;
nutrendola un risveglio... e
la voglia di rendermi
felice.
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Commenti (2)
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Annamaria Barone10 maggio 2013
elegante, raffinata, musicale, ques'ode canta all bellezza ed all'amore, quello della meraviglia, dell'osservazione, della gioia della scoperta dei gesti.
Berta Biagini10 maggio 2013
La particolarità dei versi dell’autore è sorprendente – più poesie sotto lo stesso tetto hanno la capacità di unirsi in quell’unico punto d’arrivo che è l’amore.

