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Introspezione 11 maggio 2013 · lettura 3 min · 1525 letture

Vita di Me Viandante

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Corri, Viandante! e i rigidi sassi del suol calpesta... senti! gli acciar granitici gridano ai sogni, e desta questo ferino sibilo l’ombre d’un turpe orror; e Tu, suo Core, in spasimi gl’istanti alter trascorri, sempre in su te medesimo e in sull’altere torri de’i freddi monti atavici che s’alzan d’in su’i fior. Ahimè, Tu l’osi: credere che questa sia la Vita, Tu che soffristi ed esule vaghi per Sorte ordita! Se’ vago, oh cor dolcissimo! e muor la spene; e fu desianza bruta ‘l palpito e ‘l sogno e ‘l grigio istante onde la Notte indocile splendea in sul diamante d’un’egra Luna e candida che ormai non scorgi più. Son Io!... E vago, fragile come d’un speglio ‘l vetro, e ai sassi e ai fior io predico il duol che vienmi dietro, e mesti e cupi i ciottoli sembran gridar con me; e bevo i fil d’immobili ragne di fitta pioggia, e piovo anch’io le lagrime... e dove ‘l pianto appoggia i suoi solcati triboli un sogno mi beê. Mèndico in Ciel tra gli Angioli de’i folti sogni arcani, ed erro pur tra gli uomini e tra’i desir sì vani, e indarno ‘l mio bel vivere s’infuria e va a soffrir; e piango ed urlo, e povero e sol men vado dove non so che attendo in spasimo sotto quel ciel che piove... e veggo fulvi gl’Inferi tra vampe e rei sospir: perché le spighe immacolo del biondo grano in oro qual chioma fòssêr docile d’un molle cor ch’adoro, perché ‘l ruscel che riempiesi splende d’azzurro mar. Io son Viandante, e mancami un’ombra a me d’accanto che sia di bionda sidera, un femminino guanto... mi manca un cor di Vergine e un morbido baciar; e un vergin sogno, un incubo in quiete non si pente, e ovunque sta l’immagine di questa dama assente. Ahi, voglio amar! L’Empìrëo è cieco a tal voler; e gli errabondi attimi nell’ermo del Destino le gioje assenti pingonmi ebbre di dolce vino, e fammi un astro fulgido soltanto ‘l cor dolèr. Perché non più è possibile amar, sentirsi amati, quest’oggi è ‘l tempo orribile dell’Odio e de’i suoi Fati... perché dovunque un Diavolo miete le gioje e i cruor; perché lassù, tra’i nuvoli, sta iscritto un Fato avverso... le fole non esistono! E in sul mio pianto asperso un cor donnesco è un Sogno, più non esiste Amor.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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