Le prime rose di maggio
Antonella Modaffari Bartoli
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Sono sbocciate all'alba
le prime rose di maggio
ed una farfalla azzurra
ha reso loro omaggio.
Uno strisciare di serpi fra
le spine ed i fiori, nel cuore
il vecchio morso che riaccende
il dolore.
Grevi i pensieri affollano, di
confusione la mente, muoiono
i sogni tra giorni grigi e silenti.
La vita è una candela che si
consuma ogni giorno, la fiamma
è fioca e lieve, si ode un
timido canto.
Ho incontrato una gatta, stava
in disparte e sola, miagolava
affamata, e mi guardava
sorniona.
Le diedi una carezza e un
abbondante pasto, le parlai
con dolcezza, come ad una
cara amica:
“Vieni gatta solitaria,
ti darò una dimora, tu non
mi tradirai come ha fatto
l'amore”.
“Tu mi starai vicina, con
devozione e calore, dividiamoci
il cibo, dividiamoci il dolore”.
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