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Ribellione 12 maggio 2013 · lettura 1 min · 3374 letture

Domani

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Non lo troverai sotto i cipressi dove l’onore è morto bruciando nel rancore il vento della follia dimmi come può questa pioggia radioattiva genuflettersi alle fiamme che tanto odia se la mano destra non scioglie i nodi delle serpi non lo troverai nel pianto delle aurore inginocchiato ai tramonti di cieli piangenti derubati ai figli ma in una colpa della mente inchiodata ai legni nelle fiamme di una foresta, mentre la terra urla ditemi lo sentite il dolore?
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L'autore
Patrizia Ensoli

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Commenti (11)

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s
santo aiello12 maggio 2013

L'uomo ama commemorare i suoi errori piuttosto che cambiare il suo stile di vita. Lo sentite il dolore? Mentre la terra muore le coscienze bruciano nel rimorso. Un tesoro ci è stato affidato e noi umani lo stiamo dilapidando inesorabilmente... Fa riflettere, complimenti all'autrice.

P
Paolo Morganti12 maggio 2013

Tornare agli albori della vita quando l'uomo aveva in dono la terra incontaminata, abitata da specie viventi, tra lussureggianti foreste, in un equilibrio totale, tutti facenti parte di un ecosistema perfetto è un sogno . La sete di potere, l'egoismo, l'accaparramento finalizzato alla sicurezza personale di vivere sopra altri esseri ha portato alla distruzione, al l'inquinamento, alle guerre. uomini contro altri uomini con la scusa della differenza di razza, di religione, di modo di vivere, uomini sterminatori di animali, uomini deturpatori di ambienti con il risultato di una vita dolorosa per tutti . Tornerei volentieri ai primordi della vita con poche cose sopravvivere felice a contatto con la natura.

Berta Biagini12 maggio 2013

Raccapriccianti questi versi che non possono fare a meno di farci fare un esame di coscienza – sperando soltanto che ormai non sia troppo tardi. Sentitissima.

Idalgo Visconti12 maggio 2013

Un appello per vincere la cecità e la scelleratezza dell'uomo, che deturpando e distruggendo la natura, inesorabilmente si condanna all'autodistruzione, poiché dimentichi siamo che siamo figli della natura... e al fine lei avrà la vittoria finale, eliminando la causa del suo male... l'uomo.

Francesco Rossi12 maggio 2013

Il dolore che si prova quando la contaminazione distrugge l'esistenza, il dolore quando il fuoco acceso da mano umana o da incuria umana devasta togliendo colore e ossiggeno, dolore quando le sostanze tossiche vengono usate per produrre, dolore per chi a causa della negligenza e del profitto semina croci di morte o fosse scavate senza croce, dolore per chi costruisce senza usare criteri e semina morti gratuite. Nella sana ecologia e nel rispetto reciproco verso la natura e gli animali le vecchie e nove leve devono traguardare.

Antonella1713 maggio 2013

grande poesia che racchiude in se tutto il dolore che può esistere nel nostro mondo ...

Fiammetta Campione13 maggio 2013

quei "cieli piangenti derubati ai figli"... Questa è una lirica di pregio, struggente e dura (come è giusto che sia) par di sentirlo quell'urlo della terra. Ammirata

Jibi13 maggio 2013

Versi particolarmente sentiti, densi e corposi, quasi rabbiosi per le immagine drammatiche e vivide. L’Autrice tocca le corde interiori delle mie emozioni forti e provo rabbia, tanta rabbia per questo delitto di cui l’uomo ignorante e inconsapevole, tutti i giorni si macchia. Amo la Natura, la sento come mia Prima Madre, il dolore che i suoi stessi “figli” le procurano è anche mio e mi trafigge il petto.

EnzoL13 maggio 2013

Come figli che ripudiano giorno dopo giorno flagelliamo ciò che ci tiene in vita, spesso mi rendo conto che siamo come dentro una spirale distruttiva senza soluzione, troppi soldi, interessi... sono convinto che non riusciremo a fermarci neanche quando tutto sarà perduto se già non lo è . bellissima

Saverio Chiti13 maggio 2013

Lo sento dentro me ogni volta che mi guardo… Quando con fatica riesco a tener testa a quello sguardo che mi scruta fin dentro l’anima. Che menzogne dovrò dire, oggi? Mentire per sopravvivere… ma domani? Cosa dirò un domani ai miei figli… Versi che danno una scossa all’animo… facendolo riflettere oltre ogni limite! Mi piace!!!

Paola Galli15 maggio 2013

il dolore d'una terra che sta autodistruggendosi, è il nostro dolore! quello di veder andare a picco ciò che di più bello ci rimane!! in un domani incerto che arranca, che rimane sospeso per mancanza di fondamenta!!