Folgori notturne
Massimiliano Zaino
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Pinte di cerula pece le nuvole
e d’ombre e spettri emanano i negri
venti e gli effluvi, e muggono d’egri
pianti di spasimi gli avidi ciel;
e d’in sull’urlo de’i tòn che singhiozzano
pien della collera che li alimenta,
cade la folgore, e ‘l nembo tormenta
con questi lumi le terre e i ruscel...
e quando ‘l ciel lampeggia pe’i serafici
demòn di piogge, e tutto si splende,
par ch’oltre i boschi, lontan dalle tende,
freman in pugna gli atroci mortai...
e ardono i nuvoli, e i giusti e terapici
soffi del vento non placansi mai.
Ovunque sonvi terribili folgori,
da Oriente a Occaso, e girano intorno,
e vanno meste a percòtere un orno
e un pruno in fiamme che giovine muor;
e triste danzano attorno alle roveri,
e qual Indiani ululano ai gufi,
e in sulla terra stringon i tartufi
dove penètrano cieche e in furor...
e ‘l vel de’i nembi lampeggia di biondo
crin d’una donna che vive su’i lampi,
e i suoi capelli olezzan de’i campi
di camomilla contrita in sul suol;
ed è un istante dond’io errabondo
gemo percosso da un arido duol.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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